Lavora da casa, lavora da qualunque luogo: questo è il concetto di ridefinizione del lavoro

Lo scorso settembre affrontavamo nel blog (articolo: La tecnologia a supporto della produttività, anche remota e L’evoluzione della Workforce Transformation: il lavoro da remoto e da casa) il tema della Workforce Transformation.

Ma qual è il significato di Workforce Transformation?

Letteralmente trasformazione della forza lavoro. Significa creare un luogo di lavoro agile, e ora più che mai anche digitale, che fornisca l’ambiente e gli strumenti giusti e richiesti dai collaboratori – a loro volta sempre più connessi e immersi in un ambiente ibrido e virtuale. Implica anche la possibilità di incrementare la produttività individuale, rafforzare la collaborazione e aumentare la destrezza digitale, attirando al contempo i migliori talenti per far progredire l’azienda assieme ai collaboratori!

In un momento di forte transizione e – come si dice nel gergo business – di “disruption”, la modalità di lavoro agile/ibrido/remoto è destinata a rimanere un tema caldo per il futuro sia a breve che a lungo termine e a permeare sempre di più la nostra quotidianità.

Durante il 2020 sono emersi nuovi modi di lavorare e interagire.

Siamo passati dall’utilizzo della tecnologia digitale nei luoghi di lavoro all’utilizzo della tecnologia nelle nostre case o in altri luoghi al di fuori degli uffici. Questo è successo in Italia, in tutto il mondo e su larga scala.

Non si tratta però di una ridefinizione del mero spazio di lavoro fisico o dei dispositivi, ma anche delle applicazioni, del supporto, e di tutta quella innovazione che ci aiuta a dare continuità alle attività e a raggiungere gli obiettivi di business.

Mantenere un alto livello di produttività, e la gestione efficiente e in sicurezza delle operazioni del business e delle proprie mansioni si sono rivelati aspetti molto importanti per le aziende, per i leader e per gli stessi collaboratori – che devono bilanciare e gestire varie, diverse e nuove richieste e necessità.

Il lavoro da remoto ha subìto cambiamenti anche nella sua stessa percezione: secondo una ricerca di IDC è passato da inibitore della produttività ad esserne un fattore abilitante. Inoltre, e sempre secondo un sondaggio di IDC dell’ottobre 2020, le organizzazioni si stanno preparando per supportare un modo di lavorare ancor più resiliente e ibrido.

Di conseguenza, ciò che si è modificato – o meglio – trasformato, è proprio il concetto stesso, la definizione, di lavoro.

Non più definito da un luogo, da un ufficio, da una sede – ma formato attorno ai bisogni del lavoratore moderno. E sì, non si tratta solo di Gen Z, ma di tutte le generazioni (Baby Boomers, Generazione X, Millennials o Y e Z Gen) che in quest’era sempre più digitale – anche nel nostro Paese – compongono una forza lavoro omogenea.

E proprio perché ibrido e quindi anche remoto, è necessario e fondamentale che sia personalizzato. L’esperienza dell’utente deve essere gratificante, flessibile, soddisfacente per le sue necessità affinché possa lavorare ovunque con la massima tranquillità e produttività grazie a soluzioni scalabili, sicure, efficienti e ottimizzate.

Resilienza ed efficienza per il lavoro ibrido

Lavorare da qualsiasi luogo, per chi ne ha la possibilità, significa poter accedere ed utilizzare dispositivi intelligenti e sicuri, dotati dei migliori display, periferiche e software e con un supporto senza precedenti – affinché ogni team e collaboratore possa lavorare a tutta velocità, ovunque.

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Se invece ti chiedi come abilitare nella tua azienda una forza lavoro remota, clicca qui e leggi alcuni suggerimenti utili per abilitare un ambiente di lavoro agile e connesso.

Deborah Sofia Fabris

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